23/02/17

Verso il Festival dei Matti 2017


Poetarum Silva ripubblica oggi il mio articolo/racconto Che fine ha fatto Paul Grappe - uscito nel novembre 2016 su Archivio Roncacci - in occasione del prossimo Festival dei Matti, che si svolgerà a Venezia dal 26 al 28 maggio.

Lo trovate QUI

15/02/17

Corso reticente di scrittura | Lezione 38

Magia

Ogni storia narrata è composta da tre parti che banalmente potremmo chiamare “inizio, sviluppo e finale”, ma che a ben vedere hanno molto in comune con i tre atti di un gioco di prestigio. 
A questo proposito vi invito a leggere il mio articolo, uscito oggi in Archivio Roncacci, a proposito di Jasper Maskelyne, Il mago che beffava i nazisti >>> 

09/02/17

La mia prima grande lezione di scrittura

La mia prima grande lezione di scrittura l'ho avuta al liceo, da un compagno di classe.
Avevamo scritto un tema sul suicidio, dopo un fatto di cronaca che non ricordo, ma che riguardava qualcuno della nostra età che si era ucciso.
E io, pigro come spesso ero al liceo, scrissi il tema che sapevo sarebbe piaciuto al professore. Scrissi che chi si ammazza lo fa per debolezza. Che invece bisogna combattere. Eccetera.

06/02/17

Corso reticente di scrittura | Lezione 37

«Si chiamano corsi di scrittura creativa, anche se io confesso una certa resistenza di fronte al termine "creativo". Mi sembra un po' euforico e non del tutto pertinente».
Giuseppe Pontiggia


27/01/17

La memoria

 
A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo. 
Queste parole di Primo Levi mi fanno pensare che oggi, nel Giorno della Memoria, si può scegliere se ricordare per ricordare, lasciando per così dire gli eventi in un immaginario passato, oppure farlo sottolineando il fatto che la memoria serve al nostro presente e al nostro futuro.

23/01/17

L'universo è una simulazione?


Segnalo volentieri questo articolo, scritto da Roberto Paura e apparso in questi giorni sulla rivista "Il Tascabile", che sembra partire da e approfondire le tematiche di questo mio articolo dello scorso novembre, scritto per Archivio Roncacci.

Il tema è quello della teoria secondo cui l'universo sarebbe (o meglio, potrebbe essere) una simulazione.

È interessante per me notare come la teoria venga spesso presentata da giornali e riviste italiane come molto "accreditata" tra gli studiosi contemporanei. Mentre invece non è proprio così.
E lo stesso fa questo articolo de "Il Tascabile" (rivista per altro molto seria): un "dubbio", lo definisce, "teorizzato dai filosofi, studiato dai fisici, preso sul serio dai titani della Silicon Valley".

20/01/17

Il paradosso dei racconti

In Italia abbiamo sempre avuto e continuiamo ad avere ottimi scrittori di racconti, eppure sembra che la letteratura breve non interessi più a nessuno. Perché?
Lo dicono in molti, soprattutto tra gli scrittori: “i racconti sono più difficili da scrivere dei romanzi”. E lo sono perché sono più “tecnici”, richiedono una attenzione e un lavoro diverso, più intenso e ingombrante sia sui meccanismi narrativi che sulla lingua, in chi li scrive. Un lavoro tanto intenso e ingombrante da rendere più faticosa anche l'esperienza di lettura, che difatti richiede in chi legge più duttilità mentale e più abitudine alla lettura di quel che richiede un romanzo.
Così scrive Andrea Coccia in questo interessante articolo, che segnalo soprattutto a chi sta frequentando il laboratorio di Officina Letteraria sul racconto breve.

10/01/17

Corso reticente di scrittura | Lezione 36

Ma naturalmente dovremmo ricordare che volgare ha molte definizioni nel dizionario, e che solo un paio di esse hanno a che fare con l’oscenità o il cattivo gusto. Dal punto di vista etimologico, volgare significa solo popolare su scala di massa. È il contrario semantico di pretenzioso o snob. È l’umiltà col riporto. Significa indici di ascolto e assioma di Barnum e il vero nocciolo della questione. Significa affari, affari d’oro.
(David Foster Wallace, Il figlio grosso e rosso)

nella foto: piazza degli Affari, Milano, con l'opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan

28/12/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 35

Nel film Il giocatore (Rounders, di John Dahl, USA, 1998), il personaggio di Mike McDermott, interpretato da Matt Damon, citando una frase attribuita al giocatore di poker Thomas "Amarillo Slim" Preston, dice:

19/12/16

Il primo romanzo di Monica Mazzitelli


Un libro che da tempo meritava di esistere.
Nato in collaborazione con Progetto Santiago

Di morire libera 
di Monica Mazzitelli

La storia epica e vera di una donna memorabile. Per saperne di più clicca qui 

05/12/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 34

Nel farsi di ogni avvenimento che poi gradualmente si configura c’è un concorso di minuti avvenimenti, tanto minuti da essere a volte impercettibili, che in un moto di attrazione e aggregazione corrono verso un centro oscuro, verso un vuoto campo magnetico in cui prendono forma: e sono, insieme, il grande avvenimento appunto. In questa forma, nella forma che insieme assumono, nessun minuto avvenimento è accidentale, incidentale, fortuito: le parti, sia pure molecolari, trovano necessità – e quindi spiegazione – nel tutto; e il tutto nelle parti.
(Leonardo Sciascia, L’affaire Moro)


20/11/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 33

In risposta a una lettera di Serse che gli intimava di consegnare le armi, Leonida, re di Sparta tra il 490 e il 480 a.C., disse:

Vieni a prenderle.