10/01/17

Corso reticente di scrittura | Lezione 36

Ma naturalmente dovremmo ricordare che volgare ha molte definizioni nel dizionario, e che solo un paio di esse hanno a che fare con l’oscenità o il cattivo gusto. Dal punto di vista etimologico, volgare significa solo popolare su scala di massa. È il contrario semantico di pretenzioso o snob. È l’umiltà col riporto. Significa indici di ascolto e assioma di Barnum e il vero nocciolo della questione. Significa affari, affari d’oro.
(David Foster Wallace, Il figlio grosso e rosso)

nella foto: piazza degli Affari, Milano, con l'opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan

28/12/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 35

Nel film Il giocatore (Rounders, di John Dahl, USA, 1998), il personaggio di Mike McDermott, interpretato da Matt Damon, citando una frase attribuita al giocatore di poker Thomas "Amarillo Slim" Preston, dice:

19/12/16

Il primo romanzo di Monica Mazzitelli


Un libro che da tempo meritava di esistere.
Nato in collaborazione con Progetto Santiago

Di morire libera 
di Monica Mazzitelli

La storia epica e vera di una donna memorabile. Per saperne di più clicca qui 

05/12/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 34

Nel farsi di ogni avvenimento che poi gradualmente si configura c’è un concorso di minuti avvenimenti, tanto minuti da essere a volte impercettibili, che in un moto di attrazione e aggregazione corrono verso un centro oscuro, verso un vuoto campo magnetico in cui prendono forma: e sono, insieme, il grande avvenimento appunto. In questa forma, nella forma che insieme assumono, nessun minuto avvenimento è accidentale, incidentale, fortuito: le parti, sia pure molecolari, trovano necessità – e quindi spiegazione – nel tutto; e il tutto nelle parti.
(Leonardo Sciascia, L’affaire Moro)


20/11/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 33

In risposta a una lettera di Serse che gli intimava di consegnare le armi, Leonida, re di Sparta tra il 490 e il 480 a.C., disse:

Vieni a prenderle.

14/11/16

Nasce Archivio Roncacci

Nasce ufficialmente oggi, 14 novembre. Si chiama Archivio Roncacci e lo trovare qui


Archivio Roncacci raccoglie storie vere, stranezze e vari generi di suggestioni, tutte rigorosamente provenienti dalla realtà, selezionate e raccontate dagli scrittori (e compagni di vita) Paola Ronco e Antonio Paolacci.

06/11/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 32

La verità reale è sempre inverosimile […]. Per rendere la verità più verosimile, bisogna assolutamente mescolarvi della menzogna. La gente ha sempre fatto così.
(Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

30/10/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 31

Qualità narrativa

Perché il denaro ha subìto una svolta. La ricchezza è diventata fine a se stessa. Le enormi ricchezze sono tutte così. Il denaro ha perso la sua qualità narrativa, come è accaduto alla pittura tanto tempo fa. Il denaro parla a se stesso.
(Don DeLillo, Cosmopolis)

16/10/16

Bernarditudine

Tre anni fa e ne andava Luigi Bernardi, lo ricordiamo con alcune memorie scritte a sei mani e senza regole (di Gianni Montieri, Rosario Palazzolo e mie).

Le trovate oggi su Poetarum Silva > 


15/10/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 30

[…] il pensiero è stato quasi sempre solitario, fine a se stesso, asociale. Secreto da monadi senza finestre, o che non si curavano di mettersi alla finestra. L’idolatria della comunicazione era un vizio recente.
(Guido Morselli)

14/10/16

Segnalazione

Parte un nuovo progetto di educazione e formazione destinato agli studenti delle scuole superiori.
A cura di Progetto Santiago in collaborazione con Nicoletta Bernardi.

"Un’esperienza di lavoro per i più giovani, che mira ad accrescere la sensibilità nell’ambito artistico, promuovere il lavoro di gruppo e fornire le giuste competenze attraverso il contatto diretto con professionisti."

13/10/16

Corso reticente di scrittura | Lezione 29

La scienza è grossolana, mentre invece la vita è sottile, ed è per correggere questo divario che ci sta a cuore la letteratura.
(Roland Barthes)

12/10/16

Celebrare nel nostro piccolo un artista

Nel 1964 il Nobel sarebbe andato a Sartre, che però lo rifiutò, dicendo che secondo lui si poteva giudicare il valore di un autore solo dopo la sua morte.
Il principio alla base del rifiuto di Sartre è che solo la morte rende chiara la totalità dell'opera di un autore, perché la chiude in una forma definitiva, che cioè non può più cambiare (evolversi o involversi).
È un po' come dire che dobbiamo arrivare al finale di un libro, per decidere se merita un premio oppure no.